Carmen. I colori della passione: recensione

Carmen “luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia” sarebbe piaciuto anche a Bizet questo incipit per la sua Carmen, se fosse stato contemporaneo di Nabokov.
La Carmen fu davvero una tribolazione per Bizet, dato che, rappresentata per la prima volta nel  1875 all’Opera Comique a Parigi, fu accolta assai freddamente. Ma la Carmen era destinata al successo.
L’opera, in quattro atti, è tratta da una novella di Mérimée,  e Bizet collaborò anche al libretto, rielaborando e modificando la trama.
Questa la storia: a Siviglia le sorti di tre individui stanno per intrecciarsi, sono quelle della pura Micaela, di José il brigadiere e Carmen ardente e vivace sigaraia. Arrestata per la sua irrequietezza Carmen seduce José che la scarcera, ma, per aver mancato al suo dovere, egli stesso viene imprigionato. Scontata la punizione, corre da Carmen, nella taverna di Lillas Pastia, e si unisce alla compagnia di zingari e contrabbandieri divenendo disertore.
Nella nuova vita, però, José è infelice, è arso dai rimpianti, soffre l’amarezza di sentirsi trascurato da Carmen, ed è preda dalla gelosia per Escamillo, el toreador. Quando Micaela porta a José la notizia della madre morente, questi decide di seguirla.
L’ultimo atto ci riporta a Siviglia, il torero Escamillo sta per entrare nell’arena per la corrida e Carmen gli promette il suo amore se trionferà. José scongiura Carmen di tornare con lui, ma lei gli restituisce con disprezzo l’anello che lui le aveva donato. Tormentato dalla gelosia e dalla disperazione, Josè uccide Carmen con una pugnalata.
Opera ricca di colore nei motivi pittoreschi e folcloristici, nelle danze popolari e nelle canzoni, piena di impeto, di ardore, di contrasto fra i festosi motivi zingareschi e l’incalzare drammatico dell’azione, il suo valore fu riconosciuta tra gli altri da Nietzsche e Ciaikovskij.

Lo spettacolo: Il cast è composto da giovani promesse della musica e della lirica, questo rende lo spettacolo ancora più  interessante. Vedere i giovani misurarsi con le grandi opere dimostra che la tradizione convive accanto all’innovazione. Elena Serra interpreta una sensuale Carmen e canta e strega Don Josè – Nester Martorell Perez. Ma se Carmen-Serra vive di una luce vibrante, lo stesso non è per Don Josè - Martorell Perez che ho trovato poco acceso nell’interpretazione di un uomo rovinato dalla passione.
Martorell Perez non ardeva, non spasimava, non era roso dal contrasto tra bene e male; Don Josè uccide Carmen perchè non è più razionale, ha perso il controllo, la lucidità. E’ un uomo che vive un cambiamento totale, che passa dalla legalità all’illegalità, dalla scelta di una retta via con Micaela alla perdizione con Carmen, ma questo tormento interiore non è minimamente reso nè dalla mimica nè dalla prossemica, la scena viene agita con perizia, ma il sentimento non passa.
La sessualità è dominante nella Carmen, è il vero motore di tutto, se questo aspetto non è dominante si affievolisce l’impeto dell’opera stessa, ed è un peccato.
Se penso a Carmen penso all’interpretazione di Anna Caterina Antonacci e Jonas Kaufmann che, guidati dalla regia di Francesca Zambello, mettono in scena una Carmen così estrema, sensuale e vibrante che lo spettatore si perde, partecipa allo struggimento, sente il calore che emana la scena. Un esempio estremo, mi rendo conto, ma che permette di fare la differenza. Questo pathos nella regia di Migliara non l’ho sentito.

Per il resto scene semplici, costumi essenziali ma belli e la musica dominante. Il colore protagonista, ma questo era già nelle intenzioni del regista.

Carmen. I colori della passione presentato da Teatro dell’Opera di Milano inaugura - sabato 10 e domenica 11 dicembre – la stagione 2011/2012 . In cartellone La Bohème dal 9 all’11 marzo 2012, Tosca il 31 marzo e 1 aprile 2012, in chiusura Cenerentola di Gioacchino Rossini, opera musical dal 21 al 22 aprile 2012.
Il registra Mario Migliara, firma la regia delle quattro opere e promette “scelte registiche inedite e coraggiose, ideazioni sceniche e stilistiche originali e innovative, conservando gli elementi tradizionali dell’Opera stessa”.

Su Top Milano saremo in prima linea per seguire i destini e le vicende intramontabili di Carmen, Tosca e Mimì.

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